A caldo – 1

Prime impressioni a caldo sulle elezioni. Quali che siano i risultati finali.

  1. Inutile bestemmiare sulla legge elettorale. Per due motivi. Il primo è che si è avuto lo spazio per farne una diversa ma nessuno ha voluto realmente cambiarla. E quindi è perfettamente inutile trovare scuse. Il secondo motivo è che la legge in essere, che costituisce il Senato su base Regionale, ricorda lontanamente la legge elettorale per l’elezione del Presidente degli U.S.A. Non per niente abbiamo dichiarato la Lombardia come l’Ohio italiano. Forse forse così schifosa non è. Il problema è che solo Berlusconi. la sa utilizzare in funzione della vittoria.
  2. Non si cominci a dire che “la colpa è di Grillo”. Il 25% degli elettori ha scelto Grillo per tanti motivi, ma certo Grillo non li ha rubati i voti. Non sarà per caso che la gente ha voglia di una classe dirigente non corrotta, i soldi pubblici usati bene, i partiti senza finanziamenti, la trasparenza massima nelle scelte politiche, una politica economica più compatibile con l’ambiente, ecc…? I partiti tradizionali credono tutti che il programma di Grillo sia così impresentabile?
  3. Probabilmente si tornerà a votare (a meno che Grillo contravvenga ai suoi principi e faccia l’accordo con il PD). Probabilmente Grillo prenderà il 40%. Speriamo solo che il CS faccia un bel bagno di umiltà e mandi a casa TUTTI (senza deroghe, se e ma) coloro che erano in questo Parlamento. E TUTTI vuol dire NESSUNA ECCEZIONE. A partire da Bersani e Vendola.
  4. Se fosse un partito serio PD rivoluzionerebbe TUTTI i segretari a TUTTI i livelli. Nessuno escluso. Darebbe in mano il partito a una nuova classe dirigente che la strutturasse in modo più democratico, aperto, condiviso, interattivo. Se partecipasse più gente alle scelte dei partiti, le correnti (vero cancro della democrazia interna) avrebbero meno peso. Continuare con questo modello significa continuare a perdere come è successo da venti anni a questa parte.
  5. … … … alla prossima
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