Diamo un voto al programma di Renzi: 3 puntata: Le premesse del rilancio

Una breve disamina sulla crisi Italiana e sulle cause di questa, è l’incipit di Renzi sul terzo capitolo del suo Programma. In questa parte Renzi fa alcune proposte per risanare il bilancio statale.

  1. Dismissione del Patrimonio immobiliare e societario pubblico e capitalizzazione delle concessioni. Detto che sono iniziative necessarie, mi sembra che la declinazione dei queste proposte non siano sufficienti come garanzia. Innanzitutto: di quale patrimonio stiamo parlando? Del patrimonio abitativo? Di vaste aree patrimoniali, come le caserme? Di aree industriali dismesse di cui lo Stato si è fatto carico nel passato per “garantire” gli interessi di qualche privato? Delle enormi aree ferroviarie non più utilizzate? Del patrimonio artistico? Sarebbe opportuno specificarlo. Inoltre Renzi pone la necessità di snellire le procedure urbanistiche per valorizzare questo Patrimonio. Questa affermazione può soltanto vuol dire maggiori possibilità di costruire nuovi insediamenti da parte dei privati. Le nostre città hanno vissuto negli anni passati grandi trasformazioni urbanistiche che hanno fatto colare milioni di metri cubi di nuove abitazioni e centri commerciali. Se Renzi intende proporre qualcosa di simile, mi piacerebbe sapere quale idea di città ha in mente. Provate a pensare se a Torino “valorizzassero” l’area ferroviaria fra Lingotto e Porta Nuova: quanti nuovi palazzi, centri commerciali, cinema multisala potrebbero essere costruiti? E’ di questo che abbiamo bisogno? Quanti nuovi abitanti avrà la Torino del 2030 per giustificare migliaia di abitazioni?
    Anche la dismissione delle partecipazioni statali e oggettivamente necessaria. Ma questa non può prescindere da una attenta definizione dell’utilità pubblica di ogni singola partecipazione. Il tema della privatizzazione delle società pubbliche è stato regolato da un Referendum l’anno scorso che ha dichiarato nettamente che un servizio pubblico non può essere erogato con scopi meramente remunerativi dell’investimento. Anche su questo punto Renzi non può limitarsi a enunciazioni di principio. A meno che non consideri il referendum inutile. Il voto è duplice: 7 per la franchezza mostrata, 5 per la mancanza di approfondimento.
  2. Un altro aspetto, secondo Renzi, che incide pesantemente sul Rilancio del paese è l’evasione fiscale. Le due proposte che Renzi fa sono di rendere visibile (attraverso un Fondo) i risultati della lotta all’Evasione. Più concretamente, per combattere l’evasione Renzi propone di unificare in una unica Agenzia con più poteri e mezzi il lavoro l’Agenzia delle Entrate, del Territorio, la Guardia di Finanza e altri enti. Mi sembrano due proposte limitate e non esaustive, ma sono condivisibili. Voto: 7.
    Sarebbe interessante però sapere da Renzi come la pensa sugli Studi di Settore, sulla deducibilità totale delle spese sostenute, sul pagamento elettronico anche di piccole cifre…
  3. L’ultimo punto per assestare il bilancio dello Stato riguarda la revisione “politica” della spesa pubblica (considerando la Spendig Review di Monti una operazione tecnica): riduzione dei costi di approvvigionamento statale, riduzione dei trasferimenti alle imprese (?), riallocazione dei fondi europei, riduzione del costo del pubblico impiego (senza licenziamenti), recupero dell’evasione fiscale, per un totale di risparmi dai 53 ai 66 miliardi.
    Al di là del giudizio “tecnico” dato alla Spending Review (che secondo me ha molto di politico) registro alcuni elementi oscuri nella proposta di Renzi. Non tanto nei volumi e nelle percentuali (non ho elementi per farlo) quanto nell’impostazione. La riduzione di spesa pubblica, se non è accompagnata da una visione politica, rischia sempre di essere devastante per il tessuto sociale. Ad esempio: affermare che si vuole abbattere del 10% le spese di acquisti senza specificare le macro aree di intervento, non elimina il dubbio di tagli più sui servizi alle persone che alle rendite (risparmiare sulle auto blu è molto diverso che risparmiare sull’acquisto di siringhe per gli ospedali; affermare che si vuole migliorare la mobilità territoriale dei dipendenti pubblici richiede anche l’onestà di affermare che questa mobilità inciderà sulla qualità di vita delle famiglie. Voto: 6-
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