Diamo un voto al programma di Renzi: 5 puntata: Partire dal basso smantellando le rendite

Siamo alla quinta puntata. Oggi analizzo la parte del programma di Renzi in cui fa alcune proposte relative alla crescita.

Il primo punto riguarda interventi per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, attraverso nuove detrazioni fiscali in favore dei lavoratori dipendenti con reddito al di sotto dei 2.000 Euro per arrivare ad aumentare il reddito di queste persone (circa 15 milioni) di 100 Euro al mese. Indubbiamente è stuzzicante. Quello che mi lascia perplesso è il fatto che questa iniziativa riguarderebbe solo i lavoratori dipendenti: perchè? I pensionati no? Le partite IVA no (considerando che molti possessori di partita IVA sono lavoratori dipendenti “camuffati” da professionisti)? Perchè invece non prevede forme di detrazioni che però vadano anche a favore delle aziende (diminuzione del cuneo fiscale)? Questa proposta mi sembra uno specchietto molto vendibile e d’effetto ma non mi sembra rivoluzionario: 5,5.

Sempre per sostenere la capacità di acquisto delle famiglie, Renzi propone una non ben chiara verifica da parte delle varie Autority sugli aumenti dei aumenti dei prezzi di assicurazioni, banche, ferrovie, rifiuti. L’analisi del problema è azzeccata (molte liberalizzazioni hanno favorito solo i fornitori di servizi ma non i cittadini). La soluzione mi sembra di piccola portata. Cosa ce ne facciamo di una “indagine sull’evoluzione delle tariffe negli ultimi dieci anni”? Più che una “indagine” non si dovrebbero combattere i cartelli di imprese, l’inerzia delle Autority, i conflitti di interesse (chi finanzia alcune autority se non le imprese stesse), i doppi incarichi di molti alti dirigenti delle Autority? Le tariffe aumentano perchè non ci sono Enti terzi e indipendenti che controllano: da lì bisogna partire. Ma per arrivare lì bisogna pestare i piedi a poteri molto forti. E forse Renzi tutto questo coraggio non ce l’ha: 5.

La terza idea di Renzi è quella di costituire dei finanziamenti agevolati garantiti da capitale pubblico, riallocando 20 miliardi di Fondi Europei, in favore delle Imprese. Temo che anche questa proposta sia corretta nell’analisi ma pecchi nella realizzazione. I finanziamenti agevolati dovrebbero essere erogati dalle Banche a cui verrà “chiesto di applicare alla propria clientela prezzi calmierati”. CHIESTO??? VENTI MILIARDI DI FONDI PUBBLICI DI GARANZIA E LO STATO “CHIEDEREBBE” PREZZI CALMIERATI? Un Paese normale che intraprendesse progetti di questo genere imporrebbe alle banche la calmierazione del prezzo con incentivi alle Banche partecipanti programma e/o disincentivi alle Banche che si tirassero indietro. Del resto, la crisi internazionale non è dovuta alle politiche scellerate delle Banche (italiane e non)? E poi, oltre ai prezzi calmierati, un Paese normale dovrebbe definire criteri di erogazione non vessatori nei confronti delle aziende. Se si tratta di Venture Capital (oltre tutto garantiti da fondi pubblici) le banche dovrebbe assumere anche dei rischi e non solo pretendere ricavi certi. 4,5.

Il quarto punto riguarda gli investimenti per le grandi opere. Renzi ne critica l’utilità e propone di privilegiare opere manutentive oppure di realizzare piccole / medie opere infrastrutturali. Mi sento di condividere questa impostazione anche se bisogna capire di quali opere si tratta (Renzi cita gli Asili Nido) e se hanno un effettivo ritorno economico. Ho però una perplessità di fondo: Renzi concorda con la costruzione della TAV Torino – Lione oppure no? Nel suo programma critica i costi (3 o 4 volte quelli per la costruzione dell’AVE spagnola), ma non dice nulla sull’opera in se (e sarebbe interessante sapere come la pensa). 6,5

Ancora Renzi interviene sulle infrastrutture comunicative (Banda Larga), riduzione del Digital Divide (che però non è solo un problema infrastrutturale ma anche culturale) miglioramento della rete di distribuzione energetica. Non è un’idea nuova (anzi, chiunque la mette nel suo programma). Mi piacerebbe invece che Renzi ci dicesse come intende risolvere il problema tutto italiano relativo alla mancanza di pianificazione industriale sulla produzione di Energia Elettrica. Infatti, l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili (eolico, solare) è sovvenzionata da incentivi statali (e caricati sulla bolletta dei consumatori) ha un costo di vendita inferiore all’elettricità prodotta da fonti tradizionali (metano). Le aziende che generano elettricità tradizionale hanno chiesto anche loro incentivi economici per sostenere la propria redditività. Ovviamente anche questi incentivi ricadranno sulla bolletta dei consumatori. Paga sempre Pantalone. N.G.

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One Response to Diamo un voto al programma di Renzi: 5 puntata: Partire dal basso smantellando le rendite

  1. gae says:

    Ti sfido: perché non pubblichi un commento sulle ragioni che (secondo te, of course)hanno visto prevalere Bersani? Sia chiaro: ho votato Renzi e credo abbia stravinto Bersani perché in Italia gli interessi “forti” si nutrono di malapolitica, populismo e ignoranza civica, anche a “sinistra”.

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