Il Profumo di un’occasione persa

E così Francesco Profumo, il Rettore del Politecnico di Torino, ha messo la parola fine al primo tempo del film “Alla ricerca del Candidato Perduto”, ritirando definitivamente la sua disponibilità a candidarsi.

Non conosco personalmente Profumo. Chi me ne ha parlato però, me ne ha sempre parlato bene, disegnandolo come una persona competente, capace e buon comunicatore. Del resto il Politecnico, sotto la sua guida, non è sicuramente peggiorato. A detta di molti sarebbe stato un buon Sindaco. Non ho motivi per dubitarlo.

Adesso però si deve ragionare. Ragionare sugli errori fatti e ragionare sul futuro prossimo.

Francesco Profumo ha commesso degli errori? Secondo me, sì.
Ha sicuramente sottovalutato la ferocia dei Partiti. Probabilmente sperava che il suo curriculum sarebbe stato sufficiente a sedare gli appetiti di potere delle varie fazioni del PD e dei partiti di Centro Sinistra. Peccato che siamo in Italia, che non è la patria della meritocrazia.
Avrebbe dovuto, secondo me, fin dall’inizio costruire la propria indipendenza (soprattutto dal PD), presentando un progetto autonomo e una visione di città innovativa. Invece ha preferito avventurarsi (mal consigliato) nel pantano dei Partiti, sperando di ricevere da TUTTI i Partiti l’investitura. E i Partiti lo hanno cannibalizzato.

Ma il suo più grande errore, secondo me, è stato quello di considerare le Primarie come un ostacolo. Le voleva bypassare per essere l’Unico Candidato, quasi il Salvatore della Patria. Così facendo si è dimostrato debole e gli altri “papabili” del PD (Fassino, Gariglio, Placido) hanno avuto buon gioco a muovere le proprie truppe per fargli la guerra, usando come sponda e come ariete Chiamparino e Morgando (quest’ultimo il vero sconfitto di questa fase).

Adesso comincia il “bello”. Tutta la brace che ha covato sotto la cenere diventerà incendio: i nomi dei prossimi candidati alle Primarie li conosciamo già. Le Primarie rischiano di diventare una guerra fra bande, un campo di battaglia dove le mille anime del Centro Sinistra regoleranno i conti. Sarà una campagna elettorale in cui conteranno le tessere e le amicizie. Torino e la sua gente saranno il fondale opaco di una recita tragicomica. E tutte le speranze della “società civile” saranno deluse. Tutto il lavoro fatto in questi mesi dai tanti laboratori spontanei che hanno prodotto idee e progetti per la Torino del futuro sarà reso inutile. A meno che…

A meno che non ci si riappropri di quello spazio di protagonismo che Profumo avrebbe garantito. Perchè si dovrebbe lasciare il palcoscenico a chi non è stato in grado in questo tempo di costruire un progetto su una persona autorevole come Profumo? Come possiamo fidarci di organismi che in questi anni non sono riusciti a mettere un freno al berlusconismo (magari anche solo con una Legge sul Conflitto di Interessi)? Quali garanzie ci da’ una classe dirigente che ha dimostrato di essere più brava a spartirsi poltrone che non a rispondere alle esigenze dei cittadini più poveri?

Secondo me c’è lo spazio per un candidato alle Primarie che non sia colluso con i Partiti, che che dia gambe e testa alle tante idee che sono state elaborate in questi mesi, che non insegua i Partiti nei loro affari, che privilegi chi lavora intorno a lui piuttosto che la sua persona, che costringa tutti quanti a parlare di cose da fare.

Spegnete le luci in sala. Comincia il secondo tempo. Ma basta effetti speciali.

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3 Responses to Il Profumo di un’occasione persa

  1. Nicola says:

    Bell’articolo, preciso nel descrivere la guerra che si aprira’ a sinistra nel dopo Profumo.

    Il simpatico rettore pero’, oltre che essere uno che bazzica poco la politica dei partiti, con la sua tragicomica vicenda e’ uno dei maggiori responsabili di quanto adesso avverra’ a Torino. Voleva un assegno in bianco dai partiti della sinistra. Voleva quasi un’osanna collettivo per via del suo curriculum, squadra di suoi amici, niente primarie… AH Profu’ ma chi sei il Messia! Gia’ ne abbiamo uno da 16 anni al governo!
    E poi finiamola con questa storia del suo mirabolante curriculum. Mette il politecnico nelle mani del GM (azienda con grossi problemi economici, da cui persino Fiat si e’ staccata) e negli ultimi due anni si fa beccare piu volte con la Gelmini nel discutere di questa riforma scellerata.

    E’ stato un abbaglio per la sinistra torinese, che pagheremo caro anche a livello nazionale! Mi spiace che nessuno evidenzi tutto cio’.

  2. Massimiliano Orlandi says:

    Grazie Nicola. Condivido tutto quello che dici. Rilevo anche che la sinistra è riuscita a farsi del male e continua a farlo con la candidatura di Fassino (chiaramente paracadutata e malvista in generale). Vendola, per contro, sta cercando di usare Torino come teatro di guerra nazionale con il PD di Bersano. E credo che questo non faccia bene a Torino.

    Autorevoli esponenti di PDL e Lega hanno già messo in frigo lo spumante: se si presenta Fassino, loro presenteranno Coppola e faranno la battaglia “Vecchio contro Novità”: secondo te, chi vince?

    • gae says:

      Che GM abbia dei problemi economici ho seri dubbi: si tratta dell’unica azienda nel torinese che assume costantemente da anni e non ha fatto nemmeno mezz’ora di cassa integrazione. Insomma, Profumo non ha fatto malissimo a portarseli dalla parte del Politecnico. Anzi.
      Detto questo, mi mette una tristezza pazzesca tutta questa vicenda del candidato sindaco di Torino, soprattutto se penso al triste riciclaggio di Fassino. La politica italiana è l’unica area del Paese che fa la raccolta differenziata! Possibile che le cariatidi non possano mettersi ad allevare nipotini togliendosi dalle balle? Fassino, tra l’altro, è uno dei maggiori responsabili del fatto che Italia non esista una legge sul conflitto d’interessi. Tra lui e D’Alema non saprei chi vomitare prima…..

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