Immagino la Torino del 2030

Che città sarà la Torino del 2030? E’ una domanda che tutti noi dovremmo porci e, ancor di più, dovrebbero porsi i nostri politici. Fino a che non ci diremo quale sarà la Torino che i nostri figli e nipoti troveranno, qualsiasi ricerca del miglior candidato sindaco sarà soltanto TEMPO PERSO. I bambini nati in questi ultimi anni, fra vent’anni saranno i nuovi adolescenti. I ragazzi che ora frequentano le scuole elementari e medie, fra vent’anni si staranno affacciando al mondo del lavoro. Quelli che oggi frequentano le scuole superiori oppure l’Università saranno la prossima classe dirigente di questa città e di questo paese. MA E’ OGGI CHE COSTRUIAMO IL LORO FUTURO.

Io immagino una città, fra venti anni, in cui gli spazi siano stati ridisegnati completamente da un nuovo Piano Regolatore. Una città in cui le alternanze di pieni (le abitazioni) e di vuoti (i giardini, le piazze) siano equilibrati e dove la gente li può vivere senza dover percorrere lunghe distanze dalla propria casa.

Immagino una città in cui i servizi ai cittadini (scuole, ambulatori, uffici pubblici) possano essere raggiunti senza dover utilizzare le automobili.

Immagino una città in cui il degrado abitativo e il degrado sociale che ne consegue sia stato combattuto e debellato e in cui non ci siano più i 100 stabili pubblici abbandonati di vent’anni prima.

Immagino una città in cui le scuole, oltre che di apprendimento e di crescita, siano luoghi in cui i giovani costruiscano una nuova società, dove il DIVERSO sia considerato una RICCHEZZA e non la fonte di nuove PAURE. Immagino che i nostri figli, andando a scuola, imparino un nuovo modo di essere consumatori, sappiano scegliere cibi sostenibili, prodotti a pochi kilometri di distanza, e siano anche consapevoli di quanta fatica e bellezza c’è nel consumare i prodotti della terra, perchè lim potranno coltivarli direttamente nei cortili delle loro scuole.

Immagino una città in cui la produzione di energia elettrica sia diventata una ricchezza per tutti, perchè i cittadini saranno diventati produttori essi stessi, attraverso l’utilizzo di pannelli fotovoltaici, piccole centrali eoliche condominiali e altri modi innovative, e si consorzieranno per immettere in rete l’energia prodotta e non consumata.

Immagino una città in cui i cittadini siano chiamati periodicamente a condividere le grandi scelte amministrative. Potranno regolarmente indicare quali sono le priorità: la cultura, i trasporti, la pulizia, la sicurezza, i servizi alle persone. E l’amministrazione saprà ascoltarli e metterà in pratica le indicazioni espresse.

Immagino un città in cui siano nate tante nuove imprese perchè l’amministrazione comunale, anni prima, ha deciso di investire nella posa di una rete a BANDA LARGHISSIMA (come a Londra e Parigi), invece che investire in altro cemento e abitazioni inutili che nessuno avrebbe potuto abitare. E immagino anche che, insieme a tutte queste nuove imprese, ci siano tanti posti di lavoro in più…

Immagino una città in cui i mille colori dell’umanità siano diventati il simbolo di questa città. Così come sia diventato un simbolo di orgoglio poter professare la propria fede in luoghi che tutelano i propri riti e rispettano i dettami delle altre religioni.

Immagino una città in cui l’amore di due persone possa trasformarsi facilmente in una vita comune, perchè l’affitto di un alloggio non sarà un miraggio irraggiungibile poichè saranno state attivate politiche regolatrici dei prezzi, perchè le rate del mutuo saranno sostenibili e comprenderanno anche i momenti difficili (e temporanei) di non occupazione. E, in caso di bisogno, potranno chiedere aiuto alla propria comunità e al proprio Comune utilizzando strumenti innovativi, come il micro-credito.

Immagino una città in cui il trasporto pubblico sia veloce, puntuale, efficiente, studiato per raccogliere i flussi di traffico che arrivano dall’esterno della città e sappia sfruttare completamente le risorse presenti (soprattutto le ferrovie).

Immagino una città in cui le persone in difficoltà possano trovare nel Comune un punto di approdo. Un sistema di welfare, costruito su una grande Rete costituita dalle Istituzioni e dagli organismi del Privato Sociale, che consenta a chi è in difficoltà di trovare le risposte che cerca, senza che le debbano ELEMOSINARE. Una città in cui, al centro, ci siano le famiglie di chi soffre, per evitare che la sofferenza di un membro di una famiglia emargini anche il resto dei familiari. Una città che non erga muri per difendersi dai poveri che possano arrivare da altre zone, da altre città, da altre regioni, da altre nazioni. Una città che, proprio perchè sa accogliere, possa pretendere da chi di dovere (Regione, Stato, Europa) l’assunzione delle proprie responsabilità.

Immagino una città in cui la classe politica cresca sulla base delle competenze e capacità personali, e non per le conoscenze o l’appartenenza a qualche gruppo di potere. Immagino una città in cui i Partiti facciano quello per cui sono nati: FARE POLITICA, FARLA BENE, FARLA PER MIGLIORARE LA VITA DELLE PERSONE.

Se fosse solo un sogno, non varrebbe la pena perderci tempo. Se non lo è, dobbiamo cominciare ORA a lavorare per realizzarlo.

This entry was posted in Politica. Bookmark the permalink.

2 Responses to Immagino la Torino del 2030

  1. gae says:

    Reduce da un freddissimo week end a Melbourne (qui tra 3 giorni dovrebbe iniziare l’estate ma oggi c’erano 12 gradi, accidentaccio!!!), ti suggerisco una riflessione sui trasporti e in particolare sull’uso, da te auspicato, delle ferrovie: ci sono treni elettrici ogni 20 minuti da tutti gli angoli della provincia verso il centro città, per 20 ore al giorno, 7 giorni su 7. Ovviamente, parcheggio vietato nelle strade del centro!

  2. Alberto says:

    Hai fatto la descrizione di una città ideale. Come sarebbe bello, ma non sarà un’utopia? Speriamo comunque in un futuro migliore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*