Petizione per facilitare il riconoscimento della Residenza ai Titolari di Protezione Internazionale o Umanitaria

Sabato 22 Gennaio verrà lanciata la raccolta firme per la Petizione Popolare che richiede al Comune di Torino di agevolare il rilascio della Residenza ai Rifugiati politici e Titolari di Protezione Internazionale anche se non hanno un domicilio stabile. E’ una iniziativa promossa dal Coordinamento “Non solo asilo” nel quale è presente anche la San Vincenzo.

Riporto il testo della Petizione, visto che prima o poi chiederò a tutti quelli che leggono questo blog di sottoscriverla.

La presenza a Torino di Persone titolari di protezione internazionale o umanitaria è da anni sotto gli occhi di tutti ed è testimoniata dalla vicenda dell’occupazione della ex-clinica San Paolo e dalla continua presenza di decine di persone nelle strutture abbandonate di Via Paganini, Via Revello, Corso Chieri.

Fra i vari diritti garantiti a Rifugiati Politici e Titolari di Protezione internazionale dalla normativa nazionale, vi è il riconoscimento della Residenza in un Comune del territorio, per consentire (anche dal punto di vista burocratico) l’inserimento sociale del Rifugiato e facilitare il suo percorso verso l’autonomia.

A Torino, così come in numerosi Comuni del Piemonte, il riconoscimento della Residenza risulta essere particolarmente difficoltosa per i Rifugiati e titolari di Protezione Internazionale, laddove essi non possano presentare un domicilio stabile e individuabile. Poiché il sistema di Protezione nazionale è gravemente carente rispetto alle esigenze dei Rifugiati e il loro inserimento nel tessuto sociale italiano, molti Rifugiati devono, loro malgrado, cercare soluzioni alternative di sopravvivenza che molto spesso sfociano nella condizione di Senza dimora.

Alle persone senza dimora la città di Torino riconosce una residenza fittizia che permette loro di superare notevoli ostacoli burocratici che altrimenti impedirebbero la fruizione, di quei servizi che sulla carta sono garantiti. Il riconoscimento della Residenza nella nostra città anche nel caso di impossibilità di indicare un domicilio fisso, rappresenta quindi un segno tangibile di civiltà, accoglienza e volontà di facilitare l’autonomia delle persone.

Perché è importante ottenere la Residenza

  • perché è un diritto/dovere
  • per aver accesso al sistema nazionale sanitario e non solo ai pronto soccorsi
  • per poter indicare un indirizzo nei Curriculum Vita e facilitare la ricerca del Lavoro
  • per potersi iscrivere ai Centri Provinciali dell’impiego e alle Agenzia Interinali private, per intraprendere percorsi attivi di ricerca lavoro
  • per poter frequentare la scuola guida e sostenere l’esame della patente
  • per poter seguire dei corsi di formazione
  • per iscriversi all’università
  • per accedere ai servizi sociali
  • per poter avere un documento di identità
  • per accedere all’edilizia popolare
  • per poter aprire una partita IVA
  • per poter aprire un conto in banca o alla posta
  • perché senza residenza non si può accedere all’assegno per nuclei familiari con almeno tre figli minori
  • perché un cittadino straniero può chiedere la cittadinanza italiana dopo cinque o dieci anni di residenza regolare

Perché la chiediamo per i rifugiati politici e titolari di protezione internazionale

  • perché sino ad ora sono stati fatti dei protocolli sulla sanità (regionale), rispetto ai centri dell’impiego e alle agenzie interinali (provinciale) che, seppur abbiano reso possibile superare alcune difficoltà, non hanno riconosciuto un diritto ma fatto una concessione; se non saranno rinnovati non sarà garantito più nulla.
  • perché il Comune di Torino riconosce la residenza solo al rifugiato o al titolare di protezione internazionale che sia inserito nel programma nazionale o in un progetto specifico (anche se la legge non lo prevede)
  • Perché non è stato ancora deciso, come invece accade per le persone senza dimora, che tutti i rifugiati e titolari di protezione internazionale che non avendo una residenza la richiedano in un Comune, possano avere un indirizzo fittizio da indicare quale residenza (nonostante la legge lo consenta)
  • perché la legge prevede che una persona abbia non solo il diritto ma il dovere di richiedere ed ottenere l’iscrizione anagrafica nel comune di abituale dimora (1.1228/54), senza indicare un periodo minimo.

Viste tutte le motivazioni suddette, chiediamo al Comune di Torino di riconoscere la Residenza a tutti i Rifugiati politici e Titolari di Protezione Internazionale che la richiedano, così come già avviene per le Persone Senza Dimora.

Chi sono i promotori
Siamo il coordinamento “Non solo asilo” che dal 2008 (a Torino e nella regione Piemonte) lavora con i Rifugiati Politici e Titolari di Protezione internazionale fuori dai programmi nazionali e cittadini (quindi più che altro presenti nelle case occupate) per cercare di aiutarli a costruire percorsi di autonomia che passano attraverso l’apprendimento della lingua italiana, l’iscrizione al sistema sanitario nazionale, la formazione, la ricerca di una casa e di un lavoro per lo più sul territorio regionale.

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