Marchionne? Fa il suo sporco lavoro…

Lo so che un titolo di questo genere potrebbe far pensare a qualcuno che mi sia convertito alla causa del profitto e della produzione a scapito dei diritti. Ma su questo blog vorrei condividere le mie idee anche se sono poco di moda.
Cosa ha detto Marchionne? Ha detto che la FIAT in Italia non riesce a fare un euro di utile, perchè la produttività è ridicola rispetto a quello che succede negli altri Paesi. Io non sono un economista e non posso giudicare quello che Marchionne ha detto nè le critiche che gli sono state fatte. Però osservo una cosa: Marchionne è l’Amministratore Delegato di FIAT. Prende una barca di soldi da questa azienda. Ha una serie di azionisti che gli stanno col fiato sul collo e pretendono da lui il massimo guadagno dai propri investimenti. Il suo compito è quello di vendere automobili, venderle a chiunque e in qualunque posto e soprattutto spendere il meno possibile per produrle. Dicendo quello che ha detto, Marchionne non ha fatto altro che fare il suo (sporco) lavoro, denunciando che con quello che spende in Italia per remunerare il lavoro, in Polonia produrrebbe quattro volte tanto.

Cerco di analizzare con freddezza il centro del discorso di Marchionne, senza farmi condizionare (ed è molto difficile) dalle situazioni personali di molti lavoratori, che con 1.100, 1.200 Euro al mese, non ce la fanno ad arrivare alla quarta settimana.

Marchionne sta conducendo una trattativa su come sarà l’industria e il mondo lavorativo in Italia nei prossimi decenni. E’ una partita che, come sempre quando coinvolge la FIAT, riguarda tutto il sistema industriale italiano. E dall’altra parte del tavolo ci sono i sindacati che criticano, ribattono, rilanciano, minacciano. Anche questo è un atteggiamento giusto e sarebbe scandaloso non lo facessero.

Ma allora dov’è il problema? Il problema è che in questo gioco delle parti, manca un attore. Manca la POLITICA. Manca chi è in grado di far sedere attorno ad un tavolo i contendenti. Manca chi è in grado di fare proposte a lungo termine e spiegare COME è possibile ridurre il costo del lavoro senza penalizzare il già basso potere di acquisto dei salari, QUANDO si riformerà la tassazione del lavoro dipendente, spostando il carico fiscale dalla produzione al consumo e alle rendite finanziarie, CHE TIPO di investimenti lo Stato è intenzionato a fare in tema di infrastrutture e in produzione energetica (investimenti che non possono essere l’inutile Ponte di Messina e le dannose e costose Centrali Nucleari), IN CHE MODO si può migliorare la competitività delle imprese migliorando l’efficienza della pubblica amministrazione e riducendo il carico burocratico, che tipo di produzione automobilistica si deve prevedere nei prossimi decenni senza gravare ulteriormente sull’ambiente.

Da troppi anni vediamo come la Politica sia rivolta verso il proprio ombelico, interessandosi soltanto a risolvere i guai giudiziari di Berlusconi da una parte e a come eliminare l’anomalia berlusconiana dall’altra. E tutte le parti interessate a come far progredire i propri privilegi di casta, personali e di gruppo. Ma nessuno che abbia ancora avuto il coraggio (o forse solo l’intelligenza) di dire agli Italiani che tipo di Italia ci aspetta nel 2030, quando i nostri ragazzi di oggi diventeranno la nuova classe dirigente, che tipo di sistema industriale ci si sta preparando a far crescere, che modello produttivo e lavorativo abbiamo intenzione di offrire a quelli che oggi sono bambini.

Non prendiamocela con Marchionnne o con i Sindacalisti. Prendiamocela con chi è stato incapace di affrontare i nodi che stringono il nostro Paese. E forse, invece che incazzarsi con loro, è il caso di pensare di mandarli TUTTI a casa e trovare persone magari meno esperte ma decisamente più oneste e disinteressate.

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One Response to Marchionne? Fa il suo sporco lavoro…

  1. Max Deidda says:

    Concordo pienamente

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