NESSUNO TOCCHI LE PRIMARIE!!!

Ci siamo. L’effetto Pisapia sta squassando le fragili programmazioni dei dirigenti del PD. La Segretaria Bragantini, qualche giorno fa, annunciava che alle primarie di coalizione si sarebbero dovuti candidare non più di tre esponenti del PD. Questa mattina i giornali invece riportano la versione post-Milano, in cui Paola Bragantini afferma che due candidati del PD sono già troppi. Meglio uno solo.

Se poi si naviga su facebook, si possono trovare post vari in cui molti esponenti PD seminano il dubbio se le primarie siano o meno uno strumento valido. Anche sui giornali, del resto, fra lazzi e scherzi, si legge che se il PD non si vuole fare male, come è successo a Milano, Modena, Firenze, Puglia, è meglio che le Primarie non le celebri, ricordando invece che a Lecco (senza primarie) il candidato PD ha battuto nientepopodimenochè Roberto Castelli.

Sarebbe bene approfondire le differenze però che ci sono fra Milano e Torino, e dirci chiaramente che non è così scontato che si possa verificare, anche nella nostra città, un fenomeno Pisapia.

Prima di tutto, a Torino il centrosinistra governa da 18 anni mentre a Milano il centro sinistra è all’opposizione più o meno dallo stesso tempo. Ciò vuol dire che la composizione dell’elettorato di centro sinistra milanese è meno “orizzontale” e più concentrato verso sinistra. A Torino, invece, il centro sinistra è più variegato. Oltre al mondo operaio (sicuramente molto rappresentativo, anche se negli ultimi anni vive decisamente una crisi di rappresentanza politica), a Torino è molto vivo il mondo dell’Associazionismo, del Volontariato, del Privato Sociale, rispetto a Milano dove questo mondo è “schiacciato” dalla forza di CL e Compagnia delle Opere. E questo mondo, pur privilegiando l’opzione di centro sinistra, difficilmente si riconosce sulle posizioni radicali di un candidato della sinistra pura, per quanto autorevole. Per queste ragioni (e forse anche altre, ma sarebbe bello discuterne), l’effetto Pisapia è difficilmente replicabile a Torino.

Ciò nonostante il PD ha paura. Ma la paura è la compagna dei perdenti (non ricordo chi lo ha detto, ma comunque suona bene). Quindi rischiamo di trovarci il candidato paracadutato dall’alto (Fassino), da far digerire ai partiti della coalizione (e argomenti convincenti, Fassino, ne ha sicuramente) e da far correre fin da subito alla conquista di Palazzo Civico, senza la perdita di tempo, fatica e denaro delle Primarie.

Ma, se così fosse, ci dovrebbe essere una sollevazione popolare (non violenta, beninteso). La debolezza strutturale e valoriale dei Partiti, e del PD in particolare, non può essere la causa della cancellazione di una delle poche innovazioni democratiche degli ultimi (tristi) anni. Le file ai gazebo sono la dimostrazione di quanto ci sia voglia di partecipazione della gente. Soltanto un forte amore per la propria nazione e per il proprio territorio dà la forza a migliaia di persone di sfidare freddo e pioggia per potersi sentire partecipe di una scelta fondamentale.

Negare a questa gente questo momento solo per la paura di perdere, corrisponderebbe al capolinea politico di questa classe dirigente. Sarebbe il punto di non ritorno: nulla sarebbe più come prima e la fiducia della gente nella politica sarebbe inevitabilmente compromessa.

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2 Responses to NESSUNO TOCCHI LE PRIMARIE!!!

  1. gae says:

    Condivido soprattutto l’ultima parte del post.
    Aggiungo che, in uno scenario politico dominato da brontosauri, le primarie hanno dimostrato che c’è la volontà di cambiare davvero, di provare facce nuove, persone diverse. Basta averne la possibilità. Questo contrasta con la volontà di chi ha da guadagnare a mantenere lo status quo, quelli stessi che dettano le regole del gioco e guidano la politica. Secondo te, non si può parlare di conflitto d’interessi?

    • Massimiliano Orlandi says:

      Gli interessi della classe dirigente dei Partiti sono tanti e tali che qualsiasi elemento possa metterli in discussione (come le primarie aperte veramente alla gente e alle idee) sono da combattere. Quindi, sì, c’è un serio conflitto di interessi. Non abbiamo altri strumenti che quello di metterci la faccia e la propria disponibilità. Anche la nostra debolezza è una ricchezza da usare contro il conflitto di interessi.

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