Nulla sarà più come prima

Il referendum di Mirafiori si è celebrato. I Sì all’accordo hanno battuto i No, grazie soprattutto al voto in massa degli Impiegati.
Su questo accordo molti hanno detto e molti altri hanno straparlato. Mi sottraggo dal giudizio di merito perchè, non essendo mai stato in Linea, parlerei a sproposito. Però credo che da stanotte molte cose cambieranno (o almeno lo spero).
Per giocare, provo a dare dei voti ai contendenti in campo.

Operai: 10 e lode. Sia che abbiano votato No, sia che abbiano votato Sì hanno dato una grande lezione di civiltà. Con il loro voto, si sono sobbarcati il peso non solo del futuro di Mirafiori, ma del futuro di TUTTA LA POLITICA INDUSTRIALE E DI RELAZIONI SINDACALI DI QUESTO PAESE. Eroici.

Impiegati: 6. (politico) Si sarebbero potuti (o dovuti) astenere. Non l’hanno fatto e hanno condizionato l’esito del Referendum. Comunque l’accordo riguardava anche il loro futuro. Non li si colpevolizzi. Tengofamiglia

Sindacati confederali: 5. Hanno firmato un accordo al cui interno ci sono le premesse per la scomparsa di molti diritti dei lavoratori, primi fra tutti il diritto di rappresentanza. Hanno deciso di accettare l’eliminazione di un altro Sindacato. Non hanno capito l’importanza di quella firma. Miopi

FIOM: 7. E’ stato l’unico sindacato a far valere la voce degli operai. Non si è sottratta al confronto e alle critiche. Non ha lasciato soli gli operai. Ha saputo circondarsi della solidarietà di molti pezzi di società. Ha fatto errori tattici sulla trattativa. Ha perso ai punti. Autorevole

Chiamparino: 3. Ha dimostrato di non sapere cosa pensa la gente. Ha detto che a Marchionne bisognerebbe svolgere il tappeto rosso e, coerentemente, ha fatto il primo passo “stendendosi” ai suoi piedi. E’ il vero sconfitto di questo referendum. Zerbino

PD: 5. Ha perso l’occasione per dire “qualcosa di sinistra”. E contemporaneamente ha perso l’occasione per stare zitto. E’ condizionato dai tatticismi e per non dare fastidio ai “probabili” alleati del Terzo Polo si è dimenticato qual è la sua storia e le sue radici operaie e popolari. Smemorato

Berlusconi, Sacconi, Maroni e …oni vari: 3,5. A quel tavolo di trattativa sono stati i grandi assenti. La politica industriale di un Paese non può essere delegata a Marchionne, ai Sindacati e ai lavoratori. Hanno assistito agli eventi senza avere una sola idea di come dovrà essere la produzione industriale di questa Nazione nei prossimi decenni. Inutili

Airaudo: 8,5. Ha lottato strenuamente ed è uno dei pochi che ha combattuto la battaglia consapevole della sua rilevanza nazionale. Ha dimostrato di conoscere la fabbrica, gli operai e la gente della sua città. Punto di partenza

Marchionne: N.G.Come ho già scritto in un altro post Marchionne ha fatto il suo sporco lavoro di Amministratore Delegato. Il giudizio su di lui può essere dato solo quando gli investimenti che ha promesso diventeranno realtà. Sempre che abbia i soldi. Sospeso

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2 Responses to Nulla sarà più come prima

  1. Martina says:

    Mi permetto di inserirmi e commentare per specificare che gli impiegati che hanno votato sono esclusivamente quelli all’interno dello stabilimento e non quelli di enti centrali. Avevano più che diritto perché anche del loro lavoro e del loro futuro si parla!

  2. Giuseppe says:

    Lavorare in una linea, in una catena di montaggio, non è come lavorare in un ufficio, dove ti puoi assentare senza che il lavoro altrui si fermi. Se ti fermi tu si ferma tutta la linea. Un tuo fermo diventa un fermo generale. Ecco perchè è importante che l’operaio rifiati. Conosco personalmente qualche operaio che lavora in catena : soffrono tutti di forti dolori articolari e sono ancora giovani.
    Dire “NO”, per un’operaio, è stato un gesto eroico, perchè se Marchione, di fronte ad un’eventuale sconfitta, avesse veramente spostato la produzione in Serbia, l’operaio avrebbe detto anche “NO” al proprio futuro ( seppur come sfruttato ). Quindi, se per Marchione è stata una battaglia facile, come lo sono tutte quelle in cui un contendente parte estremamente avvantaggiato ( e Marchione lo era, avendo avocato a sè, col suo metodo autoritario, spicciolo e reazionario, metà della rappresenza sindacale ), per l’operaio, ( qualunque cosa abbia votato ), è stata durissima.
    I “NO” ci hanno dato una lezione di coraggio, d’integrità e di amor proprio da cui prender esempio; i “SI”, invece, un senso di assoluta solitudine, quasi uno squarcio malinconico del finale di un film di Charlie Chaplin… Ed è per questo che, seppur mi sia schierato apertamente con i “NO”, sento vicini anche coloro che hanno votato “SI”, nell’assoluta “vacanza” politica dei nostri indegni parlamentari o ministri.
    Come sempre, sono stati gli impiegati a far la differenza, in negativo… anche se, effettivamente, erano quelli meno toccati dalla “rivoluzione” Marchionne… è l’ennesima dimostrazione che, quella gretta mentalità piccolo borghese impiegatizia, è stata, e sarà sempre, per lo meno in Italia, la causa di tutti i nostri mali.

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