Una città divisa in due

Torino è una città divisa in due: una metà a nord, una metà a sud. Il confine di queste due città è identificabile con il Centro. O ancora meglio, con la ZTL. Se devi andare da Nord a Sud o viceversa al mattino, armati di santa pazienza. L’assessore Tricarico ha dichiarato che la ZTL ambientale ha ridotto le PM10, azzerando i superamenti dei valori di soglia. Sicuramente è vero. Ma se spostassimo la centralina di misurazione di Via della Consolata (l’unica in zona centrale) in altre aree (Corso Cairoli, Corso Vittorio, Corso Principe Oddone, Corso San Maurizio, Corso Regina) quali valori otterremmo? Forse le dichiarazioni non sarebbero così entusiastiche.
La domanda allora sorge spontanea: a cosa serve la ZTL? Se la ZTL servisse a ridurre il numero di auto circolanti in città, potremmo dire che la sua istituzione è sicuramente positiva. Ma visto il numero di veicoli che si ingolfano attorno all’area proibilta, l’impressione è che siano pochi i Torinesi che abbiano rinunciato a spostarsi in auto e che preferiscano “circumnavigare” le telecamere per raggiungere comunque la propria destinazione (magari con mezz’ora di traffico e rabbia in più sul groppone).
Probabilmente coloro che devono raggiungere il centro al mattino, riescono a farlo in minor tempo, vista la diminuzione del traffico in quell’area. Ma quelli che devono attraversare la città sull’asse Nord-Sud e che non riescono a trovare beneficio dai mezzi pubblici, che vantaggi ne hanno?
L’unica soluzione per la riduzione dell’inquinamento automobilistico è… la riduzione della circolazione delle automobili private. Ma deve essere una libera scelta dei cittadini, e non una costrizione “ideologica” imposta a suon di divieti e multe.
Fino a che non si comincerà a fare una seria politica di efficienza sui mezzi pubblici, in termini di frequenze di passaggio, certezza degli orari, pulizia, sicurezza, efficacia dei percorsi, e fino a che non si aiuteranno i cittadini a scegliere l’alternativa delle due ruote, avremo sempre più automobilisti incavolati e aria sempre più irrespirabile.

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5 Responses to Una città divisa in due

  1. Mario Perino says:

    Il rendere efficenti i trasporti pubblici ed incentivare l’utilizzo di biciclette , abituando i cittadini ad utilizzarle ritengo sia la chiave per risolvere il problema … Purtroppo a Torino con l’attuale amministrazione pubblica è un’utopia !!!
    Al posto di pensare a migliorare i servizi creano nuove società per dividere la gestione dei trasporti … soluzione utile a mio avviso solo per collocarvi alla dirigenza politici trombati e amici vari…
    Le multe a Torino sono esclusivamente un mezzo per far cassetta , a me è capitato più volte di chiamare i vigili in piazza Arbarello perchè e costantemmente presidiata da posteggiatori abusivi che se non gli dai delle monete (dopo già aver pagato il parcheggio) ti coprono di insulti e girano intorno alla macchina come avvoltoi…
    Provate in caso di necessità a chiamare il pronto intervento allo 0114606060 e vi diranno che tutte le pattuglie sono impegnate in altre attività …. si a stare appostati come rapaci per elevare contravvenzioni a chi commette una minima infrazione ….
    Ci sarebbe ancora molto da raccontare … come ad esempio la linea 72 e 72/ , fanno un percorso uguale a Torino … si differenzia solo a Venaria avendo due capolinea differenti , guarda caso passano sempre insieme o con un minuto o due di intervallo … se perdi il secondo ti tocca aspettare più di mezzora …
    Beh , caro Massimiliano non voglio monopolizzare il tuo blog … quindi mi fermo qui …

  2. Alberto says:

    L’ecologia fatta fino ad ora non mi ha mai convinto gran chè, targhe alterne, domeniche ecologiche ecc. non servono a niente. Sarebbe servito pensare per tempo ad auto che non inquinino, ad esempio ad idrogeno o cominciare prima a pensare all’auto elettrica che ha ancora molti problemi. Abbiamo ancora in città centrali termiche a gasolio e persino a carbone (spero che almeno non ce ne siano più a nafta). Facciamo girare le auto di giorno coi fari accesi come nel nord del globo quando da noi è perfettamente inutile così si aumentano i consumi di lampadine, batterie e benzina. Si potrebbe andare avanti ancora per tanto, l’unica deduzione è che l’ecologia viene fatta principalmente per obbligare qualcuno ad acuistare qualcosa, a cambiare auto se vuole circolare ecc. ecc. sempre solo per l’interesse di qualcuno.

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