REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA MAGISTRATURA

Vorrei condividere con chi vuole leggere le mie idee sul Referendum del 22 marzo.
Comincio a pormi una domanda: che competenze ho io per poter scrivere su questo tema? Nessuna (o quasi). Quindi, se sono incompetente, perché ho l’ardire di discettare su Magistratura, Giustizia, Costituzione e altro? Ce l’ho grazie all’unica caratteristica che mi rende legittimato a farlo: sono un Cittadino Italiano, e questo mi dà il diritto-dovere di esprimere il mio consenso o dissenso sulla modifica dell’unico documento che, più ancora delle singole leggi, condiziona la mia vita, ovvero la Costituzione.
Come me, è nella stessa situazione almeno il 98% delle persone che andranno a votare. Non conosciamo il tema, ma ci troviamo a dover prendere una decisione che potrebbe cambiare le regole del gioco democratico. Il mio pensiero — come quello dell’altro 98% degli elettori — pesa quanto, e forse più, di quello di tutti gli esperti di diritto, Costituzione o regole democratiche. Anzi: per numero contano di più le idee di questo 98%. Ed è allora che mi sento competente e posso arrogarmi il diritto di discettare su questo referendum.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE
In un processo ci sono vari attori: l’imputato, l’avvocato difensore, il Pubblico Ministero, il Giudice. Tutti hanno interesse che gli altri facciano il proprio dovere con la massima autonomia e coscienza. Credo che questa autonomia non possa essere garantita al 100% se il Giudice che deve giudicare si trovasse di fronte a un PM appartenente al CSM che potrebbe influenzare la progressione della sua carriera o decidere su eventuali procedimenti disciplinari a suo carico. Il rischio di parzialità a favore del PM potrebbe arrecare un danno all’imputato. Personalmente ritengo quindi la Separazione delle Carriere in maniera positiva.

DOPPIO CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Questa modifica è figlia della prima. Per garantire il doppio binario di carriera è necessario che tutti gli atti relativi alla gestione dei due rami della Magistratura siano separati, cosa praticamente impossibile se PM e Giudici sedessero nella stessa istituzione.

SORTEGGIO
Qualsiasi metodo elettorale ha fattori positivi e negativi. Quello attuale, che potrebbe essere il migliore, è condizionato — a detta di molti — dall’aggregazione in correnti “politicizzate”, che gestiscono l’elezione dei membri sulla base del peso di ciascuna corrente. Sia chiaro: le correnti non mi scandalizzano. Qualsiasi consesso umano — dal Parlamento all’assemblea di condominio — è condizionato da aggregazioni più o meno stabili di persone che condividono le medesime idee o interessi. Non vedo perché il CSM, che è anch’esso un consesso umano, debba esserne immune. Detto questo, il sorteggio dei membri dei due CSM non sembra essere lo strumento migliore, poiché il rischio di avere persone “non adeguate” a decidere le sorti della Magistratura è molto alto. È però vero che il sistema attuale ha permesso a personaggi come Palamara di influire pesantemente e irregolarmente sulle carriere di molti magistrati. Pertanto, pur non convincendomi pienamente, il sorteggio è un metodo come un altro, con aspetti positivi e negativi, come quello attuale.
Si dice che il sorteggio dei membri laici potrebbe spostare gli equilibri politici all’interno dei CSM. Vero, ma nessuno sa ancora come verranno scelti né quanto sarà ampio il bacino dei possibili sorteggiati. Lo sapremo solo dopo gli eventuali decreti attuativi. Quindi non è in discussione in questo momento.

ALTA CORTE DISCIPLINARE
Questo nuovo istituto dovrebbe avere il compito di decidere sulle questioni disciplinari dei PM e dei Giudici. Il fatto di staccarlo dall’attività ordinaria dei CSM potrebbe consentire maggiore autorevolezza e indipendenza agli stessi. Ci sono, secondo me, due problemi, uno dei quali dirimente.
Il primo è che questo organo non sarebbe presieduto dal Presidente della Repubblica. La nostra Costituzione, per quanto ne posso capire, prevede tutta una serie di pesi e contrappesi delicati per evitare che uno dei poteri possa prendere il sopravvento sugli altri. Il contrappeso massimo è rappresentato dal Presidente della Repubblica, che presiede una serie di organismi proprio per garantire gli equilibri. Questa nuova corte ne sarebbe priva e, secondo me, ciò potrebbe rivelarsi rischioso, perché potrebbe influenzare la serenità del lavoro dei CSM, cosa che la presenza del Presidente della Repubblica contribuirebbe a moderare.
Il problema più grave riguarda il fatto che gli eventuali ricorsi contro le decisioni dell’Alta Corte Disciplinare sarebbero affidati all’Alta Corte stessa. Il diritto italiano si fonda sul principio per cui contro una decisione si può ricorrere a un ente terzo, a garanzia della massima giustizia. Questa previsione, invece, elimina tale possibilità e crea un pericoloso sistema chiuso, in cui chi ha deciso sarebbe chiamato a rivedere la propria decisione. Sarebbe come presentare il ricorso per una multa per eccesso di velocità allo stesso vigile che l’ha comminata, invece che al Giudice di Pace come avviene oggi.
Ritengo questo fatto sbagliato e pericoloso, perché crea un precedente che potrebbe essere applicato anche in altri ambiti della Giustizia.

Dopo questa “non dotta” dissertazione, concludo dicendo che, se mi fossero stati sottoposti quesiti separati, avrei modulato i Sì e i No. Ma di fronte a una domanda secca — “Ci stai o non ci stai?” — per rispondere “Ci sto” ho bisogno di un’adesione totale. I miei dubbi sull’Alta Corte Disciplinare mi impediscono di raggiungere questo consenso totale:

PERTANTO VOTERO’ NO A QUESTO REFERENDUM.

OSSERVAZIONI FINALI
Questa campagna elettorale è stata penosa. Tutte le parti hanno costruito la propria propaganda riempiendola di falsità e scorrettezze, contando sul fatto che gli italiani non abbiano tempo o voglia di informarsi e approfondire gli argomenti. A parte la mancanza di rispetto, bisogna dire che:

Queste modifiche non migliorano lo stato della Giustizia italiana: non aumentano il personale, non diminuiscono i tempi dei processi.
Queste modifiche non impediscono l’eventualità di altri casi come Garlasco, “Famiglia nel Bosco” e simili.
Queste modifiche, in senso stretto, non pongono la magistratura sotto il potere della politica.
Queste modifiche non renderanno il PM più severo o più indulgente.
Queste modifiche non elimineranno le correnti: chi sarà sorteggiato porterà con sé una propria posizione ideologica. Statisticamente, il futuro CSM potrebbe risultare interamente di sinistra o interamente di destra.
Queste modifiche dimostrano l’incapacità della classe politica italiana — tutta — di gestire problemi complessi. Le riforme vengono usate come clava pro o contro una parte politica. E questo non fa bene alla democrazia.