Stasera è la sera. Dopo settimane di messaggi su tinder, passeggiate col suo cane, aperitivi in centro, noiosissime presentazioni di libri al circolo degli artisti, finalmente “cena a casa mia “.
Stasera è la sera. Non pensavo esistesse l’amore a prima vista. A dire la verità non credo mi sia mai capitato l’amore. Troppe storie inutili, che finivano peggio di come erano cominciate e mi lasciavano più vuoto che mai. Ma stasera DEVE essere la sera. Quella sera in cui tutto è perfetto, è l’inizio di un nuovo me, un me non più al singolare, quel “me” che in fondo avevo sempre voluto.
Quel “me” libero di costruire una storia plurale stasera vuole diventare reale.
Ho pulito l’appartamento per giorni, levando insieme alla polvere quella sensazione di incompiuto che caratterizza la casa in cui manca una relazione seria.
Ho scelto la colonna sonora: una playlist di jazz, con le migliori interpretazioni di Nina Simone, una cantante elegante, potente e iconica per le sue scelte radicali, così come determinata e libera è la mia ospite.
La tavola è apparecchiata per due: due
calici, due tovaglioli, due forchette e due coltelli. I piatti no: mangeremo dallo stesso piatto cominciando così a condividere pezzi di noi due.
Il cibo non deve essere protagonista: dei canapè con pomodori e mozzarella, del cous cous con verdure, dei paccheri ripieni di melanzane e ricotta salata, delle polpette al pomodoro. Le fragole con panna? No, banali, meglio dei biscottini da prendere uno per volta e magari passarli nella bocca dell’altro. Tutti i piatti che non richiedono attenzione, ma che ci consentiranno di scambiarci parole e sguardi.
Ma il vino deve essere perfetto, quello giusto.
Ho sempre pensato che ogni vino ha una sua personalità. Ci sono vini che hanno una esuberanza tale che hanno la pretesa di avere l’attenzione tutta per loro. Sono vini che non puoi mettere, ad esempio, alla cena del Fantacalcio oppure ad una cena dove ci sono persone che non comprendono il vino.
E poi ci sono vini che accompagnano in silenzio la conversazione. Sono quei vini il cui dovere è quello di mettersi in secondo piano, aiutano i commensali a godersi i piatti serviti e lasciano sensazioni piacevoli ma non ingombranti.
Sono stato giorni a pensare a cosa servire.
Visto che stasera è “la sera” e i protagonisti siamo lei ed io, ho decisamente scartato quei vini che avrebbero interrotto il nostro scambio di sguardi, sensazioni, parole, storie. Non avremo tempo e voglia di andare a scoprire i profumi, i sapori e tutte quelle menate organolettiche che noi sommelier siamo capaci di inventarci per intortare i poveri consumatori.
Ho scartato il vino bianco: deve essere servito freddo e invece stasera deve essere una serata calda. E poi l’acidità fa strizzare gli occhi mentre stasera dobbiamo saziarci di sguardi. Quindi va bene un vino rosso, fra quelli meno ingombranti.
Ho scartato l’Amarone che con i suoi profumi poliedrici frantumerebbe l’atmosfera intima. Ho scartato il Barolo e il Barbaresco perché il troppo tannino potrebbe irritare e nascondere la complicità che si deve installare tra di noi.
Ho escluso anche i vini francesi visto che lei è innamorata dell’Italia e soprattutto non ama chi non si fa il bidet.
Stasera il vino deve dare colore e soprattutto l’ebbrezza giusta per poter far diventare la serata “quella sera”. Sì, il vino giusto è il Primitivo di Manduria. Il colore intenso che le ricorderà le notti del suo Sud, un rosso profondo che evoca la passione dell’amore, una morbidezza avvolgente che seduce le papille gustative e tutti i sensi, una gradazione alcolica che può portare all’estasi.
Stasera è la sera. Lei è qui. È qui con la sua eleganza, con la sua bellezza, la sua sensualità. Io sono qui a scoprire con lei una parte di me che non pensavo esistesse. Siamo qui a contemplarci a volerci conoscere a cercare di scoprire se abbiamo voglia di condividerci. Il vino è finito, ci ha scaldato, ci ha accompagnato nella serata. Ha adempiuto al suo compito: lo conferma quell’elastico che è sempre stato legato al suo polso e col quale ora lei sta legando i lunghi capelli castani.