A Trilance

Care amiche e cari amici, care colleghe e cari colleghi
uso questa bacheca per lasciare indelebile sul web i pensieri che mi passano per la testa al termine dell’esperienza lavorativa in Trilance.

Ormai lavoro da più di 30 anni. Ho incontrato parecchie persone, ho lavorato fianco a fianco con l’umanità più varia, ho visto organizzazioni diverse. Mai avevo avuto la ventura di lavorare con persone le cui doti umane sopravanzavano le pur notevoli capacità tecniche. Per fortuna ho colmato anche questa mancanza grazie a questi due anni e mezzo in Trilance.

Grazie a tutti voi ho (ri)scoperto che si può lavorare in un ambiente dove il rispetto e la correttezza non sono “slogan da brochure” ma sono valori condivisi e consolidati. Non mi sono mai sentito prevaricato; non ho mai percepito la competizione malsana fra colleghi promossa da alcune aziende come stile di lavoro; ho sempre percepito nettamente il rispetto per la persona prima ancora che per il ruolo. In poche parole, ho sempre percepito una serenità di fondo che ha reso le giornate lavorative meno dure di quelle che effettivamente erano.

Da moltissime persone ho imparato tanto. A qualcuna, forse, ho insegnato qualcosa. Non c’è nessuna persona del cui incontro non faccio tesoro. Nei ringraziamenti finali non elenco nessun nome perchè sarebbe troppo lungo e il rischio imperdonabile di dimenticare qualcuno sarebbe troppo alto.
Anzi no. Non offendetevi se cito Massimo e Massimiliano, le due persone che nel 2013 hanno dato fiducia ad una persona che stava vivendo un periodo difficile causato dalla crisi economica. Per me è stato rigenerante sapere che qualcuno voleva contare ancora su di me. Questo non potrò mai scordarlo. E forse è anche grazie a loro due che l’umanità di Trilance è di un livello superiore.

A tutti voi auguro la fortuna e la serenità di cui avete bisogno. Spero che sappiate trovare la strada migliore per la vostra felicità.

Massimiliano

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A caldo – 2

Altri pensieri (un po’ meno a caldo).

  1. Aspettiamo i risultati delle Regionali, perchè il futuro del Piemonte è legato alla Lombardia. Nel marasma politico che c’è dopo queste elezioni c’è da considerare l’eventuale vittoria di Maroni in Lombardia. La sua salita al Pirellone causerebbe, innanzitutto, una stabilizzazione della giunta piemontese (almeno fino all’eventuale decisione definitiva del TAR sulle firme false). Ma creerebbe una testa di ponte politica per la ricostituzione della Lega. Di fronte ad un governo nazionale debole (quale che sia) lo slogan “il 75% delle tasse a casa nostra” potrebbe seriamente realizzarsi e  diventare un ulteriore indebolimento del sistema paese.
  2. Proprio il Piemonte dovrebbe essere vissuto come prova dell’incapacità politica del centro sinistra a comprendere il pensiero dell’elettorato. Non è possibile che dopo tre tre anni di giunta leghista tutte le province piemontesi continuano a dare la maggioranza dl PDL. Solo Torino e la cintura premia (?) il Centrosinistra. Sarà la volta buona in cui la dirigenza regionale del PD prende atto del secondo fallimento consecutivo?
  3. Ma siamo proprio sicuri che lo “spalmamento” del PD in favore del TAV sia politicamente corretta e vincente?
  4. La sinistra non esiste più. Vendola è stato nominato tante volte in campagna elettorale, consentendo a Monti di “spaventare” più volte gli elettori più moderati, utilizzando SEL come spauracchio. Dopo otto anni di governo regionale, Vendola è riuscito a perdere la Puglia e se non fosse stato in coalizione con il PD non avrebbe raggiunto lo sbarramento. Ingroia non lo ha proprio raggiunto. Vorranno dire qualcosa questi numeri? Le parole d’ordine della sinistra sono ancora valide oggi? Credo che la gente non creda più che il progetto politico che ha radici troppo lontane nel tempo sia la soluzione in questi tempi così diversi da vent’anni fa.
  5. Molti stanno invocando Renzi. E così’ si farebbe un altro errore. Il PD non ha bisogne del salvatore della patria. Il PD ha bisogno di una profonda ristrutturazione, che va dalla base (militanti che militano poco nelle strade ma fungono più da truppe cammellate per il potente di barriera), ai segretari ai vari livelli (più interessati al proprio futuro che a quello del partito), agli eletti (portatori e difensori di interessi personali o di gruppo). Renzi, senza questa ristrutturazione, sarebbe una foglia di fico che verrebbe spazzata come è stato spazzato Bersani.
  6. … … …

 

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A caldo – 1

Prime impressioni a caldo sulle elezioni. Quali che siano i risultati finali.

  1. Inutile bestemmiare sulla legge elettorale. Per due motivi. Il primo è che si è avuto lo spazio per farne una diversa ma nessuno ha voluto realmente cambiarla. E quindi è perfettamente inutile trovare scuse. Il secondo motivo è che la legge in essere, che costituisce il Senato su base Regionale, ricorda lontanamente la legge elettorale per l’elezione del Presidente degli U.S.A. Non per niente abbiamo dichiarato la Lombardia come l’Ohio italiano. Forse forse così schifosa non è. Il problema è che solo Berlusconi. la sa utilizzare in funzione della vittoria.
  2. Non si cominci a dire che “la colpa è di Grillo”. Il 25% degli elettori ha scelto Grillo per tanti motivi, ma certo Grillo non li ha rubati i voti. Non sarà per caso che la gente ha voglia di una classe dirigente non corrotta, i soldi pubblici usati bene, i partiti senza finanziamenti, la trasparenza massima nelle scelte politiche, una politica economica più compatibile con l’ambiente, ecc…? I partiti tradizionali credono tutti che il programma di Grillo sia così impresentabile?
  3. Probabilmente si tornerà a votare (a meno che Grillo contravvenga ai suoi principi e faccia l’accordo con il PD). Probabilmente Grillo prenderà il 40%. Speriamo solo che il CS faccia un bel bagno di umiltà e mandi a casa TUTTI (senza deroghe, se e ma) coloro che erano in questo Parlamento. E TUTTI vuol dire NESSUNA ECCEZIONE. A partire da Bersani e Vendola.
  4. Se fosse un partito serio PD rivoluzionerebbe TUTTI i segretari a TUTTI i livelli. Nessuno escluso. Darebbe in mano il partito a una nuova classe dirigente che la strutturasse in modo più democratico, aperto, condiviso, interattivo. Se partecipasse più gente alle scelte dei partiti, le correnti (vero cancro della democrazia interna) avrebbero meno peso. Continuare con questo modello significa continuare a perdere come è successo da venti anni a questa parte.
  5. … … … alla prossima
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Le fibrillazioni dei cattolici (e non solo)

Benedetto XVI ha deciso di rassegnare le dimissioni e tutto il Mondo fibrilla.

Fibrillano i politici italiani che non si rendono conto del grande insegnamento dato da questo uomo. Joseph Ratzinger ha insegnato che, di fronte al passare tempo, neanche il più alto incarico può sopravvivere. E i nostri politici (molti dei quali neanche eletti) sono abbarbicati al loro cadreghino, volutamente ignari del fatto che il loro tempo è già passato da un pezzo.

Fibrillano i sondaggisti per cercare di capire se un Papa Dimesso può avvantaggiare questo o quel partito oppure se la campagna elettorale avrà ancora un senso oppure è mediaticamente finita.

Fibrillano i giornalisti facendo i calcoli di quanti articoli, ore di lavoro, dirette televisive  dovranno gestire da qui alla fumata bianca che annuncerà un nuovo Vicario di Cristo.

Fibrillano Fazio e Littizzetto per l’oscuramento televisivo che rischia di subire il loro Sanremo.

Fibrillano Cardinali, Vescovi, Prelati che saranno chiamati ad una dura guerra di posizionamento che il nuovo Papa richiederà, dopo un Papa che ha tolto molti veli (ma non tutti, ahimè) dalle umane macchinazioni che si svolgono fra le mura leonine.

E poi fibrilliamo noi credenti. Chi per un motivo chi per un altro.

Non ho mai negato una sommessa simpatia per Benedetto XVI. Non tanto per le sue posizioni che, in alcuni casi hanno suscitato in me perplessità, quanto per la sua dotta capacità di intervenire sul pensiero cattolico, illustrando al mondo, da gran teologo qual’è, la figura grande e misteriosa di Gesù Cristo. Di certo ho preferito di gran lunga Benedetto XVI rispetto a Giovanni Paolo II, grande comunicatore di massa ma che ha offerto una rilettura decisamente reazionaria al Concilio Vaticano II, soprattutto per quanto riguarda il ridimensionamento del ruolo dei laici nella Chiesa a vantaggio delle strutture gerarchiche e curiali.

Non mi interessa una Papa nero o bianco, italiano o straniero. Dio è ben superiore a queste grette generalizzazioni umane. Ripongo però le mie speranze in una figura che sappia dare risposte ai problemi della Chiesa di Oggi. Io mi aspetto un Papa che faccia il Papa.

Spero in un Papa che non si tirerà indietro rispetto alla discussione sul celibato dei preti, sul sacerdozio femminile, sull’aumento di incarichi (spirituali, liturgici e organizzativi) dei laici.

Spero in un Papa che raduni i mille carismi e le mille Chiese che animano il mondo, consentendo a molti cattolici di poter recitare nuovamente con sicurezza il Credo nella parte in cui la Chiesa Cattolica si definisce “Una”.

Spero in un Papa che sia intenzionato a rivalutare la figura della donna nella Chiesa, combattendo con forti basi e culturali e spirituali la misoginia radicata nella Chiesa.

Spero in un Papa che avrà un occhio di riguardo nei confronti delle coppie separate dai divorziati risposati, offrendo loro una nuova speranza riammettendoli ai sacramenti a cui sono da secoli allontanati (per peccato d’amore).

Spero in un Papa che avrà il coraggio di affrontare le colpe degli uomini di Chiesa (che non sono però colpe della Chiesa): la pavidità da parte di molti nei confronti del nazi-fascimo e che hanno taciuto di fronte all’Olocausto; il silenzio troppo spesso connivente verso i regimi dittatoriali del Sud-America; le omertà in favore degli infami abusi sessuali da parte di sacerdoti sui giovani che erano loro affidati; la volontaria copertura di macchinazioni finanziarie che nulla hanno a che vedere con l’opera di testimonianza della Chiesa.

Spero in un Papa che levi il falso pudore che ammanta il rapporto della Chiesa con la sessualità, offrendo al mondo una visione della sessualità che sia soprattutto amore, piacere, gioia, dono e non peccato, sofferenza, morbosità.

Spero in un Papa che abbia il coraggio di affrontare il dialogo su temi che stanno a cuore di molte persone, su cui la Chiesa ha delle posizioni divergenti: omosessualità, convivenza, fecondazione artificiale, fine vita. Dialogare non vuol dire rinunciare ai propri valori. Dialogare vuol dire avere la consapevolezza delle proprie idee ma dimostra anche il rispetto per le idee altrui.

Spero in un Papa… che forse non ci sarà.

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Diamo un voto al programma di Renzi: 5 puntata: Partire dal basso smantellando le rendite

Siamo alla quinta puntata. Oggi analizzo la parte del programma di Renzi in cui fa alcune proposte relative alla crescita.

Il primo punto riguarda interventi per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, attraverso nuove detrazioni fiscali in favore dei lavoratori dipendenti con reddito al di sotto dei 2.000 Euro per arrivare ad aumentare il reddito di queste persone (circa 15 milioni) di 100 Euro al mese. Indubbiamente è stuzzicante. Quello che mi lascia perplesso è il fatto che questa iniziativa riguarderebbe solo i lavoratori dipendenti: perchè? I pensionati no? Le partite IVA no (considerando che molti possessori di partita IVA sono lavoratori dipendenti “camuffati” da professionisti)? Perchè invece non prevede forme di detrazioni che però vadano anche a favore delle aziende (diminuzione del cuneo fiscale)? Questa proposta mi sembra uno specchietto molto vendibile e d’effetto ma non mi sembra rivoluzionario: 5,5.

Sempre per sostenere la capacità di acquisto delle famiglie, Renzi propone una non ben chiara verifica da parte delle varie Autority sugli aumenti dei aumenti dei prezzi di assicurazioni, banche, ferrovie, rifiuti. L’analisi del problema è azzeccata (molte liberalizzazioni hanno favorito solo i fornitori di servizi ma non i cittadini). La soluzione mi sembra di piccola portata. Cosa ce ne facciamo di una “indagine sull’evoluzione delle tariffe negli ultimi dieci anni”? Più che una “indagine” non si dovrebbero combattere i cartelli di imprese, l’inerzia delle Autority, i conflitti di interesse (chi finanzia alcune autority se non le imprese stesse), i doppi incarichi di molti alti dirigenti delle Autority? Le tariffe aumentano perchè non ci sono Enti terzi e indipendenti che controllano: da lì bisogna partire. Ma per arrivare lì bisogna pestare i piedi a poteri molto forti. E forse Renzi tutto questo coraggio non ce l’ha: 5.

La terza idea di Renzi è quella di costituire dei finanziamenti agevolati garantiti da capitale pubblico, riallocando 20 miliardi di Fondi Europei, in favore delle Imprese. Temo che anche questa proposta sia corretta nell’analisi ma pecchi nella realizzazione. I finanziamenti agevolati dovrebbero essere erogati dalle Banche a cui verrà “chiesto di applicare alla propria clientela prezzi calmierati”. CHIESTO??? VENTI MILIARDI DI FONDI PUBBLICI DI GARANZIA E LO STATO “CHIEDEREBBE” PREZZI CALMIERATI? Un Paese normale che intraprendesse progetti di questo genere imporrebbe alle banche la calmierazione del prezzo con incentivi alle Banche partecipanti programma e/o disincentivi alle Banche che si tirassero indietro. Del resto, la crisi internazionale non è dovuta alle politiche scellerate delle Banche (italiane e non)? E poi, oltre ai prezzi calmierati, un Paese normale dovrebbe definire criteri di erogazione non vessatori nei confronti delle aziende. Se si tratta di Venture Capital (oltre tutto garantiti da fondi pubblici) le banche dovrebbe assumere anche dei rischi e non solo pretendere ricavi certi. 4,5.

Il quarto punto riguarda gli investimenti per le grandi opere. Renzi ne critica l’utilità e propone di privilegiare opere manutentive oppure di realizzare piccole / medie opere infrastrutturali. Mi sento di condividere questa impostazione anche se bisogna capire di quali opere si tratta (Renzi cita gli Asili Nido) e se hanno un effettivo ritorno economico. Ho però una perplessità di fondo: Renzi concorda con la costruzione della TAV Torino – Lione oppure no? Nel suo programma critica i costi (3 o 4 volte quelli per la costruzione dell’AVE spagnola), ma non dice nulla sull’opera in se (e sarebbe interessante sapere come la pensa). 6,5

Ancora Renzi interviene sulle infrastrutture comunicative (Banda Larga), riduzione del Digital Divide (che però non è solo un problema infrastrutturale ma anche culturale) miglioramento della rete di distribuzione energetica. Non è un’idea nuova (anzi, chiunque la mette nel suo programma). Mi piacerebbe invece che Renzi ci dicesse come intende risolvere il problema tutto italiano relativo alla mancanza di pianificazione industriale sulla produzione di Energia Elettrica. Infatti, l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili (eolico, solare) è sovvenzionata da incentivi statali (e caricati sulla bolletta dei consumatori) ha un costo di vendita inferiore all’elettricità prodotta da fonti tradizionali (metano). Le aziende che generano elettricità tradizionale hanno chiesto anche loro incentivi economici per sostenere la propria redditività. Ovviamente anche questi incentivi ricadranno sulla bolletta dei consumatori. Paga sempre Pantalone. N.G.

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Diamo un voto al programma di Renzi: 4 puntata: Investire sugli Italiani

Qualche giorno di pausa e riprendo con l’analisi del programma di Renzi. Il quarto punto riguarda la “formazione del Capitale Umano”, incentrato soprattutto sulla scuola e la formazione.

Renzi propone di far passare dal 12 al 40% il numero di bimbi sotto i tre anni al nido pubblico (+450.000 posti). Proposta condivisibile. Condivisibile anche una affermazione che però Renzi non sviluppa, e cioè la critica che in Italia nascono pochi bambini. Più posti in Asilo nido pubblico non risolvono certo questo problema, ma è un buon passo. Altro aspetto: 13 miliardi di investimenti in questo settore e 3 miliardi di spese annuali per il mantenimento di questi nuovi posti sono cifre enormi. Meglio queste, però, che opere pubbliche di dubbia utilità come la TAV in Val di Susa (ma questo, Renzi, forse non lo condivide). 7

Il secondo punto riguarda una rivoluzione nel sistema scolastico: valutazione nel merito e di merito dell’operato degli insegnanti. Giudico questo passaggio molto interessante (e che dovrebbe essere esteso a tutti gli operatori pubblici). Attraverso un sistema di valutazioni dei docenti da commissioni eterogenee, modalità diverse di assunzioni, incentivi alle scuole innovative, incentivi economici agli insegnanti meritevoli e altro, Renzi vuole innalzare il livello della formazione primaria e secondaria dei giovani. Non mi convince l’ipotesi di erogare incentivi economici agli insegnanti migliori (la valutazione delle commissioni rischia di essere condizionata). Ma soprattutto mi preoccupa la reazione della gran parte di insegnanti sindacalizzata. Ma forse questo potrebbe essere la parte più interessante. 6,5

“Eliminare la formazione che serve solo ai formatori”: musica per le orecchie. Quanti sono corsi di formazioni finanziati da pubblici contributi sono inutili, fatti male, costruiti solo per pagare gli stipendi dei formatori, senza corrispondenza con le reali esigenze produttive? Troppi! Solo una proposta (chissà se Renzi leggerà questo blog?): la pianificazione della formazione dei tre-cinque anni successivi deve essere pianificata sulla base di studi a cui i mondi produttivo e sindacale partecipano attivamente. 7

Molto articolata è la parte relativa all’Università e alla ricerca. Quello che mi colpisce è il punto 2. In pratica Renzi propone la libertà alle Università di aumentare le tasse a fronte di percorsi didattici di eccellenza, prevedendo nel contempo compensazioni per famiglie e studenti. Non è molto diverso da quello che vado dicendo da tempo (sinteticamente: abolizione o forte riduzione dei contributi pubblici alle università e forte aumento delle borse di studio. Le università sarebbero chiamate a migliorarsi sempre di più per aumentare gli iscritti e gli studenti potrebbero comunque pagarsi le facoltà migliori) e questo mi fa piacere. Quello che non capisco bene è le garanzie che verrebbero fornite affinchè l’accesso sia garantito a prescindere dal reddito di qualsiasi studente. Ciò detto, la proposta mi sembra interessante. 7+

L’ultimo punto di questa parte riguarda la promozione all’accesso di giovani, donne e over 55. Sostanzialmente, Renzi affronta questi problemi attraverso agevolazioni fiscali per i datori di lavoro. Mi sembra una soluzione vecchia (oltre che costosa). Non parla, ad esempio, di telelavoro, di pianificazione della formazione a lungo termine, di avvicinare le scuole alle aziende, di rivedere i tempi e gli orari di lavoro (soprattutto per le donne), di affiancamento progressivo di lavoratori anziani e giovani lavoratori. Ma soprattutto non è chiaro quale tipo di Italia Produttiva Renzi si immagina, quale modello industriale o di servizi italiano potrebbe accogliere la massa di disoccupati. Insomma: non è solo un problema economico, ma Renzi lo tratta come tale. 5

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Diamo un voto al programma di Renzi: 3 puntata: Le premesse del rilancio

Una breve disamina sulla crisi Italiana e sulle cause di questa, è l’incipit di Renzi sul terzo capitolo del suo Programma. In questa parte Renzi fa alcune proposte per risanare il bilancio statale.

  1. Dismissione del Patrimonio immobiliare e societario pubblico e capitalizzazione delle concessioni. Detto che sono iniziative necessarie, mi sembra che la declinazione dei queste proposte non siano sufficienti come garanzia. Innanzitutto: di quale patrimonio stiamo parlando? Del patrimonio abitativo? Di vaste aree patrimoniali, come le caserme? Di aree industriali dismesse di cui lo Stato si è fatto carico nel passato per “garantire” gli interessi di qualche privato? Delle enormi aree ferroviarie non più utilizzate? Del patrimonio artistico? Sarebbe opportuno specificarlo. Inoltre Renzi pone la necessità di snellire le procedure urbanistiche per valorizzare questo Patrimonio. Questa affermazione può soltanto vuol dire maggiori possibilità di costruire nuovi insediamenti da parte dei privati. Le nostre città hanno vissuto negli anni passati grandi trasformazioni urbanistiche che hanno fatto colare milioni di metri cubi di nuove abitazioni e centri commerciali. Se Renzi intende proporre qualcosa di simile, mi piacerebbe sapere quale idea di città ha in mente. Provate a pensare se a Torino “valorizzassero” l’area ferroviaria fra Lingotto e Porta Nuova: quanti nuovi palazzi, centri commerciali, cinema multisala potrebbero essere costruiti? E’ di questo che abbiamo bisogno? Quanti nuovi abitanti avrà la Torino del 2030 per giustificare migliaia di abitazioni?
    Anche la dismissione delle partecipazioni statali e oggettivamente necessaria. Ma questa non può prescindere da una attenta definizione dell’utilità pubblica di ogni singola partecipazione. Il tema della privatizzazione delle società pubbliche è stato regolato da un Referendum l’anno scorso che ha dichiarato nettamente che un servizio pubblico non può essere erogato con scopi meramente remunerativi dell’investimento. Anche su questo punto Renzi non può limitarsi a enunciazioni di principio. A meno che non consideri il referendum inutile. Il voto è duplice: 7 per la franchezza mostrata, 5 per la mancanza di approfondimento.
  2. Un altro aspetto, secondo Renzi, che incide pesantemente sul Rilancio del paese è l’evasione fiscale. Le due proposte che Renzi fa sono di rendere visibile (attraverso un Fondo) i risultati della lotta all’Evasione. Più concretamente, per combattere l’evasione Renzi propone di unificare in una unica Agenzia con più poteri e mezzi il lavoro l’Agenzia delle Entrate, del Territorio, la Guardia di Finanza e altri enti. Mi sembrano due proposte limitate e non esaustive, ma sono condivisibili. Voto: 7.
    Sarebbe interessante però sapere da Renzi come la pensa sugli Studi di Settore, sulla deducibilità totale delle spese sostenute, sul pagamento elettronico anche di piccole cifre…
  3. L’ultimo punto per assestare il bilancio dello Stato riguarda la revisione “politica” della spesa pubblica (considerando la Spendig Review di Monti una operazione tecnica): riduzione dei costi di approvvigionamento statale, riduzione dei trasferimenti alle imprese (?), riallocazione dei fondi europei, riduzione del costo del pubblico impiego (senza licenziamenti), recupero dell’evasione fiscale, per un totale di risparmi dai 53 ai 66 miliardi.
    Al di là del giudizio “tecnico” dato alla Spending Review (che secondo me ha molto di politico) registro alcuni elementi oscuri nella proposta di Renzi. Non tanto nei volumi e nelle percentuali (non ho elementi per farlo) quanto nell’impostazione. La riduzione di spesa pubblica, se non è accompagnata da una visione politica, rischia sempre di essere devastante per il tessuto sociale. Ad esempio: affermare che si vuole abbattere del 10% le spese di acquisti senza specificare le macro aree di intervento, non elimina il dubbio di tagli più sui servizi alle persone che alle rendite (risparmiare sulle auto blu è molto diverso che risparmiare sull’acquisto di siringhe per gli ospedali; affermare che si vuole migliorare la mobilità territoriale dei dipendenti pubblici richiede anche l’onestà di affermare che questa mobilità inciderà sulla qualità di vita delle famiglie. Voto: 6-
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Diamo un voto al programma di Renzi: 2 puntata: Europa.

Nel secondo punto del suo programma, Renzi parla di Europa. Affronta un primo punto relativo alle istituzioni europee. Ammetto di non avere la conoscenza per affrontare in specifico il tema. Non so se ci siano molti elettori che riescano a comprendere a fondo le idee di Renzi. Questo potrebbe essere un problema.

Interessante il secondo punto “Un nuovo modello di integrazione: fare gli europei“. Concordo con Renzi quando afferma che serve più Europa e non meno Europa. Però l’Europa non può essere un organismo solo burocratico, ma deve avere un anima che può nascere nel giro di una o due generazioni. Nel dettaglio, le idee di Renzi sono:

  1. Elezione diretta del Presidente del Consiglio Europeo.
  2. Iniziativa legislativa da parte del Consiglio Europeo
  3. Politica estera e militare comune.

Tre proposte che hanno un loro senso ma sono, secondo me, carenti in due aspetti. Il rafforzamento istituzionale dell’Europa (assolutamente condivisibile) deve necessariamente passare per una devoluzione di poteri da parte dei governi nazionali. Se gli Stati non cedono parte della propria sovranità all’Europa sarà veramente difficile costituire la nuova Europa.
Il secondo aspetto riguarda le politiche comuni. E’ necessario un percorso virtuoso che accomuni anche altre politiche: quella fiscale, quella economica, ma anche quelle di welfare, quelle relative alla salute dei cittadini, alle politiche migratorie. Su questo Renzi non dice. E secondo me, sbaglia. Il voto su questi tre punti è quindi: 6 (7, 6, 5)

3. Sostenere la mobilità degli studenti in europa. Idea condivisibile: 7
4. Servizio civile Europeo di 6 mesi. Renzi ha visto come ha funzionato il Servizio Civile in Italia? Non si è accorto che la maggior parte dei giovani è stato impiegato a fare le fotocopie o a fare servizi di basso livello per le organizzazioni? Se questo è il Servizio Civile che ha in mente, allora è sbagliato. Il Servizio Civile ha senso solo se è educativo per il giovane: 5
5. Perseguire un progetto comune europeo per integrare le politiche sul lavoro: 7

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Diamo un voto al programma di Renzi: 1 puntata.

Ho letto il programma per le primarie di Matteo Renzi. Premetto che credo che alle Primarie di coalizione non si debba presentare un vero e proprio programma elettorale. Questo deve essere scritto insieme a tutti i partiti che comporranno la coalizione. Alle primarie si dovrebbe dare un indirizzo politico generale su come si intenderebbe guidare la coalizione alle elezioni effettive.

Altra premessa. Non sono un fan di Renzi. Non sono un fan di chi vuole rottamare a prescindere. Non sono un tifoso dei quarantenni. Conosco troppi quarantenni nei partiti di così basso livello culturale che forse è meglio tenerci i vecchi politici che abbiamo. Almeno perdono e non fanno danni al Paese. Se alcuni di questi quarantenni vincessero le elezioni, l’Italia non vivrebbe un bel momento. Questo, però non è il caso di Renzi. Si può dire di tutto tranne che sia incapace (visitate Firenze e poi ne discutiamo). E poi c’è da apprezzare il fatto che lui almeno un programma lo pubblica. Bersani? Vendola? altri?

Renzi pubblica 12 punti e forse è meglio che ci ragioni un passo alla volta. Con un pizzico di presunzione, darò una votazione scolastica. Se qualcuno non è d’accordo, accoglierò volentieri le osservazioni.

  1. Renzi propone l’eliminazione del bicameralismo perfetto, creando una camera dei territori. Non è chiaro su cosa sarebbe competente: sembrerebbe su tutto ma solo con potere consultivo. Direi un po’ pochino (ed anche inutile). Meglio una camera dei territori con poteri sulla legislazione concorrente fra Governo centrale e Enti locali: 5.
  2. Il Presidente del Consiglio dovrebbe essere scelto con una legge elettorale sullo stile di quella usata per scegliere i Sindaci. Quindi si voterebbe con un sistema proporzionale con premio di maggioranza e con scelta del candidato. Mi appassionano poco i sistemi elettorali. Sicuramente questa possibilità è decisamente migliore dello schifo attuale (e dello schifo proposto dal PD): 6,5
  3. Ridurre i costi della politica, riducendo i vitalizi, avendo compensi per i consiglieri regionali uguali per tutte le regioni. E’ un discorso molto lungo quello che si può fare, visto che non mi scandalizzerebbe pagare bene i politici se questi lavorassero seriamente. Bisognerebbe pagare i deputati e i consiglieri sulla base delle loro attività da calcolare in maniera oggettiva. Va bene togliere i privilegi vari. Però bisogna incidere anche sui costi indiretti (personale, consulenze, collaboratori). Mi sembra che anche Renzi corra dietro al facile populismo.5,5
  4. Abolire il finanziamento pubblico ai partiti (ma non era già stato fatto con un referendum?), agevolare i finanziamenti privati, abolire il finanziamento ai giornali di partito. Condivisibile. Ma come si fa a controllare che i finanziamenti privati non celino interessi di parte? Forse bisognerebbe fare come in USA, per cui le lobby sono legalizzate e il finanziamento da parte di una di queste lobby rende legittimo che un certo partito si impegni per gli interessi della lobby stessa. Non trovo scandaloso che esista un partito che persegua in maniera trasparente gli interessi di una certa parte sociale. Trovo scandaloso che ogni partito (anzi, ogni politico) persegua interessi particolari senza dichiararlo. Se un partito fosse finanziato in maniera trasparente e pubblica dai costruttori di ponti (è solo un esempio) e poi perseguisse la politica di costruire ponti ad ogni piè sospinto, tutto sarebbe più chiaro ed ogni cittadino potrebbe votare con più consapevolezza. La proposta di Renzi comunque è condivisibile, anche se parziale: 6.
  5. Renzi propone una più chiara ripartizione dei poteri e delle competenze fra centro e periferia. Manca però il possibile accorpamento delle Regioni (che senso ha mantenere il Molise? Perchè Piemonte e Liguria non possono essere fuse fra di loro). Anche questa proposta è vaga ma condivisibile: 6.

 

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Su un dio cattivo che non è il mio

Un amico mi ha girato questa simpatica mail che parla della cattiveria di Dio. Bruno è una persona intelligente, ironica e dissacrante, e sta per diventare diacono. Tutto nasce da una discussione epistolare a commento della vicenda diChiara Corbella, una ragazza morta di tumore dopo aver rifiutato le cure per mettere al mondo il figlio che portava in grembo.

Ecco la mail di Bruno:

Io sono il dio delle sfighe. Non avrete altro dio all’infuori di me.
Esigo il monoteismo, anche se le vostre sfighe sono necessariamente al plurale.
Io sono quello che manda i terremoti, gli tsunami, i cancri alla cistifellea.
Sono l’unico responsabile delle malformazioni, delle disabilità.
Sono quello che vi sbatte in carrozzella per una vita, che sotto le macerie fa sopravvivere le madri senza i bambini, o i bambini senza le madri.
E sono i miei ministri quelli che in sala d’attesa, affilando il bisturi, vi chiedono: “Allora, dotto’, che famo? la mamma o il
bambino?”

E adesso aprite bene le orecchie, se ancora le avete. Io non sono cattivo. Siete voi che siete impuri, ed è solo attraverso le mie sfighe che potrete purificarvi. Le mie sfighe sono segno dell’amore che ho per voi. Più ne avete, più la vostra beatitudine comincia fin da adesso.
Perciò, se qualche giorno vi svegliate depressi, fate uno sforzo cosciente per rendervi conto dell’amore che ho per voi.
Contate le vostre sfighe.

Per quanto mi riguarda: Terremoti e Tsunami sono originati dal movimento della crosta terrestre, il Cancro alla cistifellea è una degenerazioni di alcune cellule, così come le disabilità. I morti nelle distruzioni derivano dalla posizione delle persone al momento del crollo. Le drammatiche scelte fra mamma e bambino sono da imputare a fattori fisiologici. Se una madre sceglie di sacrificare se stessa è un esempio di grande coraggio. Ma una madre che sceglie di sacrificare il feto per salvarsi non è da condannare.
In tutto questo, la mano di Dio si manifesta nei (rari) miracoli. Non è Dio che fa venire le malattie, ma è Dio che, per suoi imperscrutabili motivi, guarisce un malato terminale.

Come Gesù che guarisce l’emorroissa o resuscita la figlia di Giairo.

E’ Gesù il modello. Quali sfighe ha mandato Gesù? Gesù non fa ammalare, guarisce; non fa morire, resuscita: non fa venire le lacrime, consola; non condanna, perdona; non impone, ammaestra. Al massimo secca le piante di fico. E se poi deve gestire le sofferenze, decide di prenderle su di se, non le da agli altri.

La sfiga non esiste. E, se anche esistesse, non la manda Dio.

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